CONTATTACI

Ho letto e accetto l'informativa ai sensi del D.lgs. 196/2003

Respiratori e mascherine protettive grazie alla stampa 3D

Respiratori e mascherine protettive grazie alla stampa 3D

stampa3d

Ancora una volta la stampa 3D si mette al servizio della medicina. Grazie alla creatività delle persone e alle prestazione delle stampanti 3D, la tecnologia aiuta a combattere la pandemia provocata dal Coronavirus.  Brillanti idee, anche made in Italy, che aiuteranno medici e pazienti ad affrontare al meglio la lotta contro il il Covid-19. La prima geniale applicazione della stampa 3D per aiutare il sistema sanitario italiano è nata nel Bresciano. Un ingegnere della provincia è riuscito a replicare centinaia di valvole per l’ossigeno che ormai cominciavano a scarseggiare in terapia sub-intensiva. La produzione delle valvole è stata possibile grazie alla veloce prototipazione e all’autonomia della stampa 3D (LEGGI L’ARTICOLO). 

La stampa 3D si è rivelata un prezioso aiuto per la produzione di materiali sanitari mancanti, come appunto valvole per bombole d’ossigeno o mascherine protettive. La situazione attuale dimostra che la tecnologia delle stampanti 3D è adatta anche in momenti di emergenza estrema: la produzione è facile e veloce. Rispetto al modello tradizionale di produzione industriale dei prodotti, le stampanti 3D consentono una prototipazione rapida e sopratutto una produzione più flessibile. Cambiare in corso d’opera l’esecuzione della stampa è sicuramente molto più veloce rispetto a fermare un’intera fabbrica e riavviare l’intero processo di produzione.

stampa3dNegli ultimi giorni abbiamo visto sul web tante altre applicazioni della stampa 3D per la creazione di strumenti sanitari. Una tra le più sorprendenti è sicuramente l’adattamento delle maschera da snorkeling come respiratori da utilizzare in ospedale. Le maschere in questione sono quelle integrali, che uniscono maschera e boccaglio e coprono tutto il viso. Sicuramente avrete visto qualcuno indossarla al mare l’estate scorsa. Sempre la stessa azienda bresciana che ha riprodotte le valvole d’ossigeno, è riuscita a riadattare le maschere per andare sott’acqua in respiratori da ospedale. Il lampo di genio è venuto a un ex primario della provincia di Brescia che, venuto a conoscenza delle valvole stampate in 3D, ha contatto l’azienda per spiegare la sua idea. Lo staff è riuscita a creare il prototipo da stampare in meno di 10 ore. L’adattamento delle maschere integrali da snorkeling aiuterà a risolvere la possibile penuria di maschere C-Pap ospedaliere per terapia sub-intensiva.

Anche l’azienda ideatrice e produttrice delle maschere da snorkeling si è resa subito disponibile a collaborare, condividendo il disegno Cad del prodotto. Dopo aver studiato e smontato la maschera in tutti i suoi pezzi, è stata disegnata una nuova valvola, chiamata Charlotte, che sostituisce il boccaglio e funge da raccordo al respiratore. Grazie alla velocità delle stampanti 3D, in poco tempo il prototipo è stato creato e portato in ospedale per agganciarlo al corpo del respiratore. Né la maschera, né la valvola sono certificati e l’utilizzo è concesso in caso di necessità, infatti il paziente deve firmare per l’accettazione dell’uso di uno strumento biomedica non certificato. In ogni caso, la valvola è stata brevettata subito in modo da evitare speculazioni sul prezzo, ma l’azienda precisa che il brevetto rimarrà ad uso libero perché tutti gli ospedali in caso di necessità possano usufruire. Infatti, anche il file pronto per la stampa è disponibile in modo che chiunque abbia una stampante 3D possa realizzare la valvola.

stampa3dLa mancanza di mascherine protettive è forse uno dei problemi più grandi al momento, soprattutto per la protezioni di medici, infermieri e operatori sanitari. Anche in questo caso, la tecnologia di produzione rapida e duttile delle stampanti 3D ha permesso di creare un nuovo tipo di mascherina protettiva. L’idea è di un’azienda catanese per rimediare alla scarsa qualità dei prodotti arrivati in Sicilia. Le mascherine stampate dall’azienda sono in silicone con filtri intercambiabili. Il materiale e il cambio del filtro consentono di lavare la mascherina, evitando quindi di utilizzare quelle usa e getta. La maschera ha una capacità di filtraggio del 98%. 

Grazie alla stampa in 3D sono state realizzate anche altre tipologie di maschere protettive. Studenti e docenti della Polytechnic University di Hong Kong hanno creato una maschera composta da un foglio di plastica trasparente teso davanti al viso dell’operatore sanitario e sorretto da una cornice stampata in 3D. Il telaio si adatta facilmente alle fronte di chiunque e il foglio trasparente può essere cambiato in caso di necessità. Questo tipo di protezione è stata ideata da indossare sopra le maschere chirurgiche, ma diventano uno scudo efficiente anche contro le famose goccioline cariche di Coronavirus. Anche in questo caso la stampa 3D velocizza la produzione, infatti monitorando 30 stampanti sarà possibile creare 30.000 unità al giorno.

NOA in Lombardia è pioniere nella fornitura e assistenza di stampanti 3D che possono essere utilizzate anche nel settore medico e della prototipazione, vista la varietà di sistemi di stampa e di resine utilizzabili. L’offerta di NOA3D è adatta sia alla piccola che alla grande industria e propone soluzioni adatte a innumerevoli settori. Per scoprire di più sulle stampanti disponibili presso NOA a Milano, scrivici e un nostro specialista ti contatterà per guidarti e darti assistenza.

Ho letto e accetto l'informativa ai sensi del D.lgs. 196/2003

By | 2020-03-30T16:32:51+02:00 giovedì 26 Marzo 2020|News|Commenti disabilitati su Respiratori e mascherine protettive grazie alla stampa 3D