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La stampa 3D per fronteggiare la crisi sanitaria del COVID-19

La stampa 3D per fronteggiare la crisi sanitaria del COVID-19

La tecnologia della stampa 3D è una delle innovazioni più importanti dell’ultimo millennio. Ormai viene utilizzata per produrre oggetti utili in molti settori differenti. Tra questi, per esempio, la cosmetica, l’automobilistica, l’aerospaziale, l’edilizia e persino l’esplorazione dello spazio. La stampa 3D si è rivelata un ottimo strumento anche in campo sanitario per la produzione di pezzi di macchinari medici, soprattutto in momenti di emergenza come quello attuale, causato dalla diffusione del Coronavirus. Anche le stampanti 3D di alta qualità di NOA potrebbero rivelarsi utili per combattere questo nemico comune.

Negli ultimi anni, la stampa 3D si è rivelata uno strumento utile per il settore sanitario, soprattutto per quanto riguarda la biomedica. L’ingegneria biomedica si occupa della progettazione, dello sviluppo e della realizzazione di dispositivi per ambito clinico, tra cui strumentazioni per la diagnostica, la terapeutica e la riabilitazione. La stampa in 3D si rivela particolarmente utili per la creazione di protesi, strumenti chirurgici monouso personalizzati e stampi dentistici.

Lo scorso decennio ci sono state alcune tappe importanti per la stampa 3D nel mondo della medicina. Tra queste, nel 2013, alla Princeton University (USA), è stato stampato il primo orecchio bionico che addirittura “sente” meglio di un orecchio umano. Non si tratta semplicemente della stampa di un orecchio finto, ma anche della connessione dell’organo al nostro cervello. L’anno successivo, nel 2014, l’University Medical Center di Utrecht (in Olanda), ha svolto il primo trapianto di cranio stampato in 3D. Un evento rivoluzionario sia per la tecnologia che per la medicina. Il trapianto è stato fatto a una ragazza di 22 anni, utilizzando un “osso” sintetico, per alleviare le emicranie che provocavano seri disturbi alla vista. Nel 2015 si è arrivati a fare il primo trapianto facciale. La stampa 3D è servita per creare delle placche di materiale biocompatibile e sterilizzabile. A condurre l’operazione è stato un chirurgo plastico del NYU Langone Medical Center. La tecnologia si basa sulla stampa 3D e sulla tomografia computerizzata che consentono di riprodurre modelli dei volti dei pazienti, in modo da preparare le strutture facciali prima dell’intervento vero e proprio.

Le applicazioni della tecnologia delle stampanti 3D nella medicina sono tante altre, innumerevoli. La produzione di incubatrici neonatali, la realizzazione di un prototipo di fegato in grado di produrre proteine di colesterolo e anche la creazione di un tessuto su cui sperimentare i farmaci. L’ultimo caso eclatante dell’uso della tecnologia in campo medico è proprio avvenuto in territorio italiano per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus. La crisi sanitaria in corso sta mettendo a dura prova il sistema sanitario: non solo medici e infermieri che lavorano ininterrottamente, ma anche i produttori di macchinari medici che servono per curare i pazienti.

Negli scorsi giorni, una delle zone più colpite dal COVID-19 è stata senz’altro la provincia di Brescia, i cui ospedali si stanno prendendo cura di centinaia di pazienti. In particolare difficoltà si è trovato l’ospedale di Chiari, un paese tra Brescia e Bergamo, che si è trovato senza valvole per l’ossigeno. Tutte le valvole che consentono di mescolare l’ossigeno all’aria e permettono ai pazienti di respirare bene, erano in utilizzo, ma ne servivano molte altre per i pazienti in terapia sub intensiva. L’azienda fornitrice dell’ospedale non sarebbe riuscita a inviare nuove valvole in tempi brevi ed è qui che la stampa 3D si è rivelata un prezioso aiuto.

Il Giornale di Brescia ha diffuso la richiesta di aiuto dell’ospedale ed è riuscito a entrare in contatto con un ingegnere del Bresciano, specializzato in stampa 3D. L’ingegnere in questione, nel giro di poche ore è andato all’ospedale e ha preso una valvola da usare come campione. Insieme al suo team ha preso le misure della valvola e disegnato l’oggetto in 3D in modo da poterlo stampare. Il pezzo è stato replicato e portato all’ospedale per essere testato. Le valvole funzionano e, a un giorno di distanza, il medico sembra essere molto contento del risultato. Nel giro di poco tempo sono state consegnate 100 valvole che forniranno ossigeno ai pazienti con difficoltà respiratorie causate da Coronavirus.

L’ennesimo caso eclatante in cui la tecnologia della stampa in 3D si mette a servizio della medicina. Anche con le stampanti 3D NOA di alta qualità possono essere un’arma utile per combattere battaglie comuni in momenti di difficoltà. I grandi vantaggi offerti da questa tecnologia sono due: il risparmio sui costi di produzione e la personalizzazione degli oggetti stampati. L’offerta di NOA3D è adatta sia alla piccola che alla grande industria e propone soluzioni adatte a tutti i settori. Per scoprire di più sulle stampanti disponibili presso NOA, clicca sulla sezione Stampa 3D, dove troverai tutti i modelli e le tecnologie disponibili per il noleggio o la vendita. Puoi anche ricevere una consulenza personalizzata per trovare il prodotto che più si adatta alle tue esigenze. Scrivici e un nostro specialista ti contatterà per aiutarti.

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By | 2020-03-23T11:21:07+01:00 giovedì 19 Marzo 2020|News|Commenti disabilitati su La stampa 3D per fronteggiare la crisi sanitaria del COVID-19