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Da HAL 9000 a Watson: cinquant’anni di intelligenza artificiale

Da HAL 9000 a Watson: cinquant’anni di intelligenza artificiale

Sono passati cinquant’anni dall’uscita del celebre film di Stanley Kubrick, 2001: Odissea nello spazio, in cui il regista immagina l’evoluzione del rapporto tra l’uomo e la tecnologia. Si può affermare con sicurezza che l’americano sia stato capace di anticipare alcune innovazioni che, ai giorni nostri, possiamo vedere realizzate: i tablet, le videochiamate e le cabine di pilotaggio sono solo alcuni esempi.

Forse la sua intuizione più geniale è però stato anticipare l’esistenza dell’intelligenza artificiale, rappresentata nel film da HAL 9000, che guida il computer di bordo sulla nave spaziale Discovery. Essa ha comunque delle funzioni più avanzate rispetto a quelle presenti nelle attuali IA: parla con voce umana, prova emozioni ed è in grado di pilotare autonomamente l’astronave.

Il nome “HAL”, acronimo per Heuristic ALgorithmic, fa riferimento all’azienda innovatrice per eccellenza nel settore informatico IBM: se ci si attiene al cifrario di Cesare, uno dei più antichi algoritmi crittografici a sostituzione monoalfabetica, secondo il quale ogni lettera del testo in chiaro è sostituita nel testo cifrato dalla lettera che si trova una posizione dopo nell’alfabeto. Le lettere che compongono HAL, infatti, precedono le lettere che formano il nome della nota azienda.

Negli anni 2000 IBM sviluppa una delle prime intelligenze artificiali: Watson, un sistema in grado di rispondere a domande aperte espresse in linguaggio umano, il cui nome si deve al suo noto amministratore delegato Thomas J. Watson. È così efficiente che, nel 2011, ha partecipato al quiz televisivo Jeopardy! sconfiggendo i suoi avversari umani. Nel febbraio 2013, IBM ha annunciato che la prima applicazione commerciale del sistema software Watson sarà nella gestione delle decisioni nel trattamento del cancro ai polmoni al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center. Il consulente generale della IBM, Robert C. Weber, ha proposto l’utilizzo di Watson in ricerche legali, e l’azienda intende utilizzarlo anche in altri campi, come telecomunicazioni, servizi finanziari e scelte di governo.

Utilizzando Watson, IBM e Ricoh hanno rivoluzionato i meeting aziendali con la creazione di una lavagna interattiva – l’Intelligent Workplace Solution – basata sulle tecnologie vocali e cognitive di IBM Watson. Questa lavagna permette di compiere tutte le funzioni di una lavagna tradizionale, come scrivere e disegnare, ma è anche possibile, mediante l’IA, visualizzare testi e contenuti audiovisivi e persino ordinare al programma di prendere appunti al posto nostro, di tradurre i contenuti o di gestire l’agenda.

Vuoi saperne di più? Hai bisogno di consulenza? Chiama il nostro esperto al n. +39 3456829003 o invia una e-mail all’indirizzo digitalworkplace@noa.it. Saremo lieti di accogliere ogni tua richiesta e soddisfare tutte le tue curiosità.

By | 2018-10-30T11:10:33+00:00 martedì 30 ottobre 2018|News|Commenti disabilitati su Da HAL 9000 a Watson: cinquant’anni di intelligenza artificiale